L’opera in marmo bianco di Carrara è dello scultore Dario Tazzioli. La Fondazione Giovanni Bersani la dona alla città grazie al sostegno della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna BCC e di altri importanti enti legati alla sua figura. In mattinata, prima dello svelamento, la conferenza con il mondo cooperativo, sindacale e associativo.
Bologna ricorda Giovanni Bersani (1914–2014) svelando la statua a lui dedicata nel Giardino Bersani di via della Liberazione. L’opera in marmo è dello scultore modenese Dario Tazzioli. Realizzata grazie al sostegno della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna BCC e di altri importanti enti legati alla figura di Bersani, la statua è stata donata alla città di Bologna dalla Fondazione Giovanni Bersani.
Le realtà promotrici hanno scelto di dedicare a Bersani un segno permanente in uno spazio pubblico. Una statua in questo luogo vuole far incontrare la sua storia anche a chi non l’ha conosciuto, soprattutto alle nuove generazioni. Molti degli enti che oggi sostengono l’iniziativa (cooperative, banche di credito cooperativo, associazioni di lavoratori, organizzazioni di cooperazione internazionale) sono nati o cresciuti anche grazie alla sua intuizione e al suo impegno. Per queste realtà l’opera è un gesto di riconoscenza.
“Per chi ha conosciuto Giovanni Bersani e per tutti coloro che vivono i valori della solidarietà, della fratellanza e della pace fondati sulla indelebile dignità di ogni uomo, questo è un momento particolarmente significativo – dichiara Francesco Tosi, presidente della Fondazione Giovanni Bersani -. Con questo monumento vogliamo trasmettere un esempio fulgido di coerenza nell’impegno instancabile e intelligente per un mondo più giusto, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, contro il diffondersi di dissennate politiche che umiliano l’umanità”. Questa statua dunque è anche un modo per ribadire i suoi valori ancora attuali.
“Giovanni Bersani è stato un grande amico del Credito Cooperativo e uno dei protagonisti della sua crescita in Emilia-Romagna – dichiara Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna -. Aveva compreso con grande anticipo che le Casse Rurali e le BCC non erano soltanto banche, ma strumenti di emancipazione, sviluppo e coesione sociale al servizio delle comunità. È una lezione che sentiamo ancora profondamente attuale: essere banche di comunità significa essere presenti nei territori, conoscerli, costruire relazioni durature con le persone, le famiglie e le imprese e non far venir meno quella prossimità che è alla base della fiducia. Questa statua non rappresenta quindi soltanto un omaggio alla sua memoria: è un segno vivo, che affida anche alle nuove generazioni il suo messaggio di cooperazione, responsabilità e attenzione ai più deboli”.
Bersani è nato e morto a Bologna e non ha mai smesso di sentirsi parte della sua città. Qui ha scelto la Resistenza e qui ha costruito cooperative, associazioni e opere sociali. Il suo impegno ha dato lavoro, formazione e dignità a migliaia di persone. Dalla sua città ha poi guardato lontano. Al Parlamento europeo è stato per decenni una delle voci più autorevoli del dialogo con l’Africa, i Caraibi e il Pacifico. Con il CEFA ha portato l’esperienza cooperativa emiliana in Africa e nel resto del mondo. Nella sua vita il bene della comunità vicina e quello delle comunità lontane non erano in contrasto, erano lo stesso impegno, vissuto con la stessa concretezza.
In un mondo in cui le disuguaglianze crescono, i conflitti si moltiplicano, è importante ricordare esempi concreti di impegno sociale come quello di Bersani per il quale la solidarietà non è un’idea astratta. Mostra anche che occuparsi del proprio quartiere e occuparsi di chi vive dall’altra parte del mondo nasce dalla stessa responsabilità. “L’esempio di Bersani alimenta la nostra speranza e di questo lo ringraziamo”, affermano i promotori.





